È solo un lungo tramonto è una performance per voce, sax, video e materiali d’archivio che nasce dalla progressiva perdita di memoria del padre dell’autore. Attraverso un processo di continue trascrizioni e distorsioni linguistiche, il testo si deteriora come un ricordo che scompare. Ne emerge un “teatro della dimenticanza”, una lenta disintegrazione tra presenza, fantasma e silenzio, dove il tempo stesso appare “fuori dall’articolazione”.
Biografia
Jacopo Giacomoni è dramaturg, performer e sassofonista. La sua ricerca attraversa teatro, filosofia e pratiche performative ibride, costruendo dispositivi scenici che mettono in crisi memoria, linguaggio e percezione del tempo. Vincitore del Premio Riccione 2025 con Tacet e della menzione speciale “Franco Quadri” nel 2023, sviluppa un teatro rituale e perturbante, sospeso tra improvvisazione sonora, hauntology e drammaturgia contemporanea.
Mappa
Data, ora e luogo evento
30/06/2026
21:45
Venice Open Stage
Rassegna
Spettacolo di
Jacopo Giacomoni
Informazioni
Di e con: Jacopo Giacomoni Sound design: Alessandro Gambato Video e visual: Furio Ganz Scenografia: Arianna Sortino Costumi: Ambra Accorsi Produzione esecutiva: Teatro Stabile di Bolzano Durata 60’
Jacopo Giacomoni
È solo un lungo tramonto è una performance per voce, sax, video e materiali d’archivio che nasce dalla progressiva perdita di memoria del padre dell’autore. Attraverso un processo di continue trascrizioni e distorsioni linguistiche, il testo si deteriora come un ricordo che scompare. Ne emerge un “teatro della dimenticanza”, una lenta disintegrazione tra presenza, fantasma e silenzio, dove il tempo stesso appare “fuori dall’articolazione”.
Data, ora e luogo evento
30/06/2026
21:45
Venice Open Stage
Rassegna
Spettacolo di
Jacopo Giacomoni
Informazioni
Di e con: Jacopo Giacomoni Sound design: Alessandro Gambato Video e visual: Furio Ganz Scenografia: Arianna Sortino Costumi: Ambra Accorsi Produzione esecutiva: Teatro Stabile di Bolzano Durata 60’
Biografia
Jacopo Giacomoni è dramaturg, performer e sassofonista. La sua ricerca attraversa teatro, filosofia e pratiche performative ibride, costruendo dispositivi scenici che mettono in crisi memoria, linguaggio e percezione del tempo. Vincitore del Premio Riccione 2025 con Tacet e della menzione speciale “Franco Quadri” nel 2023, sviluppa un teatro rituale e perturbante, sospeso tra improvvisazione sonora, hauntology e drammaturgia contemporanea.